mercoledì 13 luglio 2016
Storie di (stra)ordinaria maternità
Buongiorno fanciulle belle! Ho pensato a lungo se fosse il caso di scrivere questo articolo, forse perchè troppo "serio" rispetto ai toni utilizzati finora, poi ho pensato che al massimo non se lo filerà nessuno e si aspetterà che torni a sparare minchiate come al solito.
Parliamo di maternità o meglio della mancanza di essa che affligge tante donne. Io affronterò l'argomento dall'unico punto di vista che conosco e cioè quello di donna plus size.
Già di base, se capita che inizialmente ci siano delle difficoltà, la tendenza generale è quella di pensare che la "colpa" sia della donna, nonostante siamo ormai nel 2016 ed Enrico VIII e le sue mogli che non riuscivano a dargli l'erede maschio ci abbiano ormai lasciati da un pezzo, salvo poi fare analisi più approfondite e scoprire che non è necessariamente così, quando poi la donna in questione ha qualche (o tanti) chili in più, addio comprensione e supporto, la colpa è tua che non dimagrisci!
I medici spessissimo escludono a priori qualsiasi probabilità che si possa riuscire nell'impresa e se proprio proprio dovesse accadere, ti preannunciano qualsiasi tipo di evento nefasto, dalla gestosi, al diabete gestazionale alla nonna che cade dalle scale. Ma se oltre alla ciccia, si ha anche la fortuna di avere delle disfunzioni ormonali come quelle causate dalla sindrome dell'ovaio policistico o dalla tiroidite di Hashimoto...beh lasciate ogni speranza! O almeno questo è ciò che vi diranno 8 ginecologi su 10.
E' molto comune che si entri in una spirale di diete fallite, analisi su analisi, calcoli dei giorni fertili, misurazione della temperatura basale, rapporti mirati e tanta tanta frustrazione, ma questo, chi ci prova, lo sa già, per cui oggi voglio raccontarvi di quattro donne, di quattro mamme e della loro esperienza, ma prima lasciatemi dire una cosa: il desiderio insoddisfatto di un figlio può logorare, sentirsi delle madri mancate può diventare un'ombra che non ti lascia mai, ma questo non vi rende meno donne, non vi rende meno mogli, compagne o fidanzate, non vi rende meno coppia, non vi rende meno amanti, non rende la vostra vita meno ricca, non sminuisce le vostre passioni, non sminuisce il vostro amore...fate in modo che il vostro amore non si riduca ad una serie di calcoli, amatevi, fate l'amore, divertitevi, ridete, fate del vostro compagno il vostro migliore amico, non permettete che la ricerca di un figlio vi separi, rendetelo un completamento per qualcosa che completo lo è già.
Sara Arianna Carmen
Barbara ha preferito non apparire in foto
1) Qual era la tua età ed il tuo peso quando hai scoperto di essere incinta?
A: Avevo 34 anni e pesavo 80 chili per 1,60 m
B: La prima gravidanza a 33 anni al peso di 130 chili, ora sono nuovamente in attesa di una bimba, ma questa volta è capitato senza che la cercassi.
C: Sono rimasta incinta la prima volta all'età di 29 anni. Purtroppo rientravo nell'altissima percentuale (30%) che esiste di casistica di aborto spontaneo al primo tentativo. Si tratta di una sorta di selezione naturale, unita alla reazione del nostro fisico all'evento e al "corpo estraneo" che il nostro organismo categorizza. Ho sofferto un pò per quanto accaduto, è normale...mi sentivo "inadeguata". Fortunatamente ho avuto accanto a me tutto l'amore necessario per non entrare nemmeno in questo doloroso vortice, e devo ringraziare il mio ginecologo che mi ha sempre spiegato con immensa pazienza che il mio peso o la mia età non c'entrassero nulla. Nel Dicembre del 2008 sono rimasta incinta di nuovo, felicità, gioia, paura, ansia pervadevano ogni cellula del mio essere. All'epoca pesavo 97 kg. Il mio ginecologo per "giustificare" alcuni esami più approfonditi, mi diceva "dato che hai qualche chilo in più, facciamo questo esamino per stare più tranquilli".
S: Sono rimasta incinta che avevo 24 anni, pesavo 153 kg per 1,75 m di altezza
2) Qual era la tua situazione di salute quando con il tuo compagno/marito hai deciso di cercare una gravidanza?
A: Ovaio policistico con assenza di ciclo anche per mesi e tiroidite di Hashimoto, sto messa bene XD
B: Obesità grave, ma a parte questo, nessun problema in particolare
C: Avevo un BMI di 36, ero obesa di II livello con familiarità con diabete ed ipertensione. Quando penso a lui, mi viene sempre un dolce sorriso, tutti i professionisti dovrebbero essere così delicati e invece troppo spesso ci troviamo ad avere a che fare con medici convinti di dover sentenziare sempre sul nostro peso, o che tutti i nostri problemi (di qualunque natura) siano da ricondurre al sovrappeso/obesità...bene, vorrei darvi un messaggio positivo: abbiate fiducia, non sono tutti così!
S: La gravidanza è avvenuta per caso, il mio stato di salute era buono anche se non avevo il ciclo regolare perchè in precedenza prendevo la pillola e per due anni non si è regolarizzato
3) Hai fatto delle cure per riuscire a restare incinta?
A: Sì, sono partita da quelle "blande" (inofert, inofolic, prepart, sinopol...) senza alcun effetto, allora la ginecologa mi prescrisse clomid, rimasi incinta, ma lo persi. Dopo 6 mesi sono rimasta di nuovo incinta, sempre col clomid e visto il precedente aborto mi hanno prescritto ovuli di progesterone (2 ovuli per 3 volte al giorno, la dose massima) più le punture nel sedere che sono dolorosissime perche questa cosa che t'iniettano è tipo "olio", non si scioglie e fa uno gnocco sotto pelle. Alla fine ero così piena di lividi che la signora che mi faceva le punture non sapeva più dove farle. Tutto ciò fino al terzo mese.
B: Ho assunto del progesterone
C: No, nessuna
S: No, nè per restare incinta nè per regolarizzare il ciclo
4) Quanto tempo hai impiegato?
A: Tempo...ho smesso la pillola a giugno 2010, mio figlio è nato a febbraio 2014
B: Circa 1 anno
S: Non so quanto tempo ho impiegato, dopo che ho smesso di prendere la pillola non abbiamo più usato precauzioni se non la classica "retromarcia"
5) Hai avuto una gravidanza tranquilla?
A: Una volta finito con punture ed ovuli la gravidanza è stata tranquilla, escludendo alcuni disturbi "classici", ma non ho mai avuto nausee e sono andata in piscina fino a due giorni prima del ricovero.
B: La gravidanza è stata abbastanza tranquilla, ho tenuto sotto controllo la pressione ed il peso (ho messo 10 chili) e ho partorito col cesareo.
C: La mia prima gravidanza non ha avuto grossi problemi, non ho mai avuto nausee, ho sempre "sofferto" di pressione bassa (cosa da auspicarsi!), la glicemia era a posto e....udite udite: nei 9 mesi di gestazione ho preso soltanto 4 chili. Dopo il parto pesavo 13 chili in meno rispetto a quando sono rimasta incinta. Se vi state chiedendo il trucco, non saprei! Mi saziavo con pochissimo, però mangiavo spessissimo durante il giorno. Praticamente ero sempre con la mandibola in movimento, ma avendo voglia e bisogno di vitamine, si trattava spesso di verdura cruda, frutta fresca e secca, tocchetti di parmigiano ecc..Al settimo mese mi venne una patologia che non ha cause adducibili al peso, la colestasi gravidica.
Il 23 agosto nacque Giovanni, 4 chili di bambinotto con parto naturale indotto a due settimane di ritardo rispetto alla data prevista per il parto! Oggi ho 38 anni (tra un paio di settimane 39) e sono alla 34esima settimana della mia seconda gravidanza che per il momento procede ancora più "tranquilla" della prima. Questa volta pesavo 100 chili quando sono rimasta incinta. Ad oggi ho preso solo quasi 5 chili e l'unica ansia che ho ogni volta che devo andare dal ginecologo è il momento della pesata con conseguenti cazziatoni "anche questo mese nemmeno un chilo?!" (non sa che come è successo per la prima gravidanza, riprenderò tutti i chili durante l'allattamento.
S: Sì, ho avuto una gravidanza abbastanza tranquilla, a parte le nausee ed il vomito. Non ho avuto problemi di pressione, glicemia, gestosi o altro. Ho partorito a 37 settimane con un parto indotto finito con taglio cesareo senza problemi. La parte più dura è stata dopo XD
giovedì 30 giugno 2016
Outfit Country!
Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per scrivere di questo outfit che ho indossato per il compleanno di mia madre e che a parte qualche battutina sulla somiglianza dell'abito con la fantasia della tovaglia, è piaciuto molto (e se piace alla mamma...)
La priorità era trovare qualcosa di fresco, ma alla fine l'abbinamento non mi è per niente dispiaciuto ed è anzi venuto fuori un outfit (quasi) country, una Daisy Duke imbottita, senza shorts e speroni (per fortuna per voi).
Ammetto che il cinturone ed il gilet sono durati giusto il tempo delle foto, dopodichè ho lasciato la casacchina giusto per pudore, ma visto il caldo, avrei tolto volentieri anche quella.
L'abito è davvero comodo e fresco (certo non fa miracoli), veste abbastanza largo e forse una taglia in meno sarebbe stato ancora meglio, ma mi tengo volentieri la soddisfazione di qualcosa che va più o meno largo e non è poco! Ad ogni modo con un bel cinturone è perfetto.
Il gilet è di una vecchia collezione di Fiorella Rubino, simile QUI e gli stivali li ho indossati nel primo outfit che ho proposto sul blog e ormai ne sono dipendente.
Cintura Bonprix
Abito Yours
Non fate caso ai capelli alla cazzus canidi, ma il phon ed io in estate siamo due rette che non s'incontrano mai.
Particolare del makeup
lunedì 20 giugno 2016
Collaborazione blogger: Il look Oltre la Comfort Zone - Gonne di tulle e braccia scoperte!
Buongiorno fanciulle belle!
In questa domenica mattina non è stato l'odore del caffè a destarmi dallo stato catatonico, ma la voglia di scrivere questo post...eh sì, perchè nasce da una collaborazione con altri blogger plus size e per me è stato un onore, oltre che un divertimento farne parte.
Li conoscerete sicuramente, i loro blog, La diva delle curve di Marged Flavia Trumper , Uomini di peso di Alessandro Carella , Mixelchic di Elena Palieri , Tondamente curvy di Valentina Imbellone , Plus kawaii di Miria Benotti e Curvy Nene di Irene Mastronardo sono molto conosciuti nel settore oltre ad essere il non plus ultra dei blog plus size.
L'idea di andare oltre la "Comfort Zone" , quindi è nata innanzitutto dalla voglia di mettersi in gioco e dare spazio a quei capi che al momento dell'acquisto ci piacciono da morire, ma solo sul manichino o sulla modella e quindi finiscono per impolverarsi nell'armadio in attesa che le bracciotte non sembrino più le zampe di uno scoiattolo volante, i fianchi non ricordino quelli della Venere di Willendorf e le gambe la smettano di dare vita a scintille che neanche i fuochi di ferragosto, o almeno questo è il mio personale concetto di comfort zone perchè alla fine ognuno ha il proprio per cui avrete modo di scoprire attraverso gli outfit proposti dai vari blogger fin dove si spinge la Comfort Zone di ognuno di noi.
Cos'è la Comfort Zone?
E' la nostra personale copertina di linus, rappresenta tutto ciò che ci da sicurezza e ci fa sentire perfettamente a nostro agio, ma il bello è anche cercare di sfidarla continuamente per scoprire che dopotutto ciò che c'è oltre non fa poi così paura. Per quanto mi riguarda, questo è stato uno dei motivi che mi ha spinto a creare questo piccolo spazio virtuale da condividere con voi, proprio per superare i miei limiti, le mie insicurezze e certe regole imprescindibili che la società sembra attribuirci...finalmente sempre più spesso ho imparato a pensare che se non piace, pazienza, c'è tutto un mondo da guardare!
Per cui ecco le bracciotte di cui sopra in bella mostra (non che non succeda mai, ma di solito ho sempre lì pronto un cardigan che dalla borsa mi sussurra che va tutto bene), la gonna di tulle che mette in evidenza i fianchi e la Curtney Love de no'arti è servita...a questo punto che fai, i leggings te li tieni? Certo che no, via anche quelli e la Comfort Zone è solo un lontano ricordo e a dire il vero con la gonna ormai è vero amore e la metterei anche per andarci a letto.
Personalmente, avendo una forma particolarmente a pera, ho preferito indossare la gonna a vita alta e piazzarci un bel cinturone per definire/creare il punto vita. Forse avrei fatto meglio ad indossare degli stivaletti o meglio ancora dei tacchi, ma come ormai ben sapete questi ultimi non li tollero benissimo e alla fine ho preferito le Superga che mi pare rendano il tutto più sbarazzino, sarà che a quasi trenta anni suonati mi sento perennemente sedicenne inside.
Per cui addio Comfort Zone, benvenuta STICAZZI Zone! Che detto tra noi è una "zone" molto più divertente.
Il top è di una vecchia collezione di H&M, le scarpe superga e la gonna è della scorsa collezione autunno/inverno di Asos non più disponibile, ma potete trovare un modello simile QUI
sabato 4 giugno 2016
Maxidress e via!
Che ami alla follia H&M non è mai stato un mistero, quando poi trovo abiti che mi piacciono e soprattutto che mi stanno, anche nel reparto regular....beh lì la soddisfazione arriva alle stelle!!!
Si sa, il maxidress sulle gnappe no no no, gnappe e cicce poi...che ve lo dico a fare? O almeno questo è ciò che sostengono i guru della moda (?).
Ma sicure che a noi debba importare davvero?
Sì, sono più larga che lunga, ma sono anche una fermissima portavoce dello STICAZZISTYLE, per cui maxidress sia e detto tra noi la soddisfazione di pavoneggiarsi tenendo i lembi del gonnellone, riporta subito nel passato quando si giocava alle principesse e a te toccava fare lo stalliere, ma non oggi, oggi sei una fottuta principessa!!!
Abito h&m regular
Il bolero è di una vecchia collezione di h&m, ma potrete trovarlo simile QUI
Il cinturone è di una vecchia collezione di Fiorella Rubino, simile QUI
giovedì 26 maggio 2016
Operazione hennè!
Potrei inserirlo tranquillamente tra le mie dipendenze, uno degli step insostituibili della mia personale "operazione restauro", quando vaghi per casa con la faccia stuccata con la maschera di turno seguita da cerotti che oltre ai punti neri strappano via anche i pensieri.
Ecco, perchè non completare il quadretto con un pappozzo di imprecisati chili sulla testa con tanto di pellicola trasparente a fare da turbante?
La verità è che più ci s'incessisce prima, più dopo ci sentiremo fighe e soddisfatte anche se in realtà spesso il cambiamento lo vediamo solo noi, ma sticazzi! Ci sentiamo come in quelle trasmissioni in cui entri scortato dai conati dello staff ed esci senza una sola parte del corpo che sia rimasta del tutto biodegradabile.
Cos'è l'hennè?
E' una tinta naturale ricavata dalle foglie e dai rami essiccati e macinati di un arbusto (lawsonia inermis). Si presenta come una polvere verde ed il suo utilizzo costante combatte il crespo e rende i capelli più lucidi e corposi, l'hennè infatti riveste il capello donando maggiore protezione e volume al capello.
Hennè e tinte chimiche
E' possibile fare l'hennè se avete già fatto una tinta chimica, l'importante è fare attenzione che nell'inci ci sia scritto solo lawsonia inermis, a volte infatti per esaltarne il colore aggiungono elementi chimici come il picramato che possono dare luogo a spiacevoli reazioni.
Anche per il contrario (tinta chimica su capello henneato) in generale non ci sono problemi, ma è probabile che vista la stratificazione dell'hennè, il colore non prenda.
In ogni caso provate prima con una piccola ciocca o con qualche capello prelevato dalla vostra spazzola in modo da essere sicure del risultato.
Quante volte?
Semplice, tutte quelle che volete, il colore che rilascia, infatti è soltanto un "effetto collaterale", l'hennè è prima di tutto un impacco ristrutturante.
Variazioni cromatiche
Partiamo dal presupposto che l'hennè vero e proprio è rosso, al massimo può variare l'intensità ed il tono in base alla qualità. Esistono però altre erbe tintorie che aggiunte all'hennè o sovrapposte ad esso, possono darci il colore che preferiamo, tenendo però, sempre conto del vostro colore di partenza, visto che non stiamo parlando di una tinta chimica, infatti è molto difficile schiarire i capelli con l'hennè , per farlo ci vuole costanza e riuscirete a farlo al massimo di un tono.
Menzione a parte per l'amla e la cassia (hennè neutro) che di base non tingono, ma l'amla può aiutare ad intensificare il bruno o a far virare il rosso verso toni più freddi e la cassia è utile a smorzare il rosso quando si vuole preparare un colore tendente al biondo o si può utilizzare da sola come semplice impacco. Prima di elencare le varie polveri tintorie è fondamentale ricordare che ognuna necessita della sua preparazione e che vanno quindi preparate singolarmente e poi miscelate quando è il momento di applicarle.
Rosso: Essendo già rosso, si tratta di sostanze che possono accenturarne i riflessi o renderlo maggiormente freddo. Robbia, ibisco, sambuco. Infuso: karkadè
Biondo: Zafferano, cartamo, rabarbaro, curcuma. Infuso: camomilla
Castano/bruno: Mallo di noce, nagar, katam (per riflessi violacei), indigo (conosciuto come hennè nero. Riflessi bluastri). Infuso: tè nero, caffè per un effetto più intenso.
Ricordate che l'hennè stratifica, per cui col passare del tempo tende a scurire i capelli, è possibile che la combinazione del vostro cuore dovrà subire qualche variazione.
Come si usa?
Prima di tutto occorre fare una precisazione, l'hennè appena fatto potrebbe seccare i capelli, facendo un pò l'effetto paglia, ma è un effetto momentaneo, al secondo lavaggio la situazione sarà diversa.
Vi consiglio poi di applicarlo sui capelli umidi e ben puliti, in quanto le squame maggiormente aperte favoriranno l'aderenza del pigmento, per il risciacquo invece evitate di rilavarli (aspettate almeno un paio di giorni) e aiutatevi al massimo con un pò di balsamo.
Munitevi esclusivamente di utensili di legno o plastica, dopodichè versate l'hennè in una ciotola capiente e aggiungete acqua calda o un infuso (non bollente) e un paio di cucchiai di aceto di mele o succo di limone in modo tale da facilitare l'ossidazione visto che l'hennè ossida in ambiente acido, coprite il tutto con una pellicola trasparente per circa 8 ore (anche meno, ma più ore ossiderà più sarà il colore rilasciato). Per evitare che secchi troppo potete aggiungere anche un cucchiaio di miele ed uno di yogurt, ma io preferisco evitare per non smorzare troppo il pigmento.
Ultimamente mi sto trovando molto bene col metodo della doppia ossidazione, il colore infatti risulta essere molto più intenso e scarica molto più lentamente. In pratica al posto dell'acqua o dell'infuso, uso del caffè solubile intiepidito e aceto di mele, attendo le mie 8 ore, ma invece di applicarlo subito, lo congelo e lo scongelo in seguito lasciandolo ossidare nuovamente per 8 ore.
Applicatelo poi come una qualsiasi tinta ciocca per ciocca e coprite con pellicola trasparente, più lo terrete sù, meglio sarà (anche una notte), io vi consiglio almeno un'ora.
Copertura dei capelli bianchi
Soltanto con l'hennè è possibile coprire i capelli bianchi in modo soddisfacente, infatti se preferite un'altro colore, ad esempio l'indigo, sarà meglio fare il doppio passaggio applicando l'indigo dopo aver risciacquato l'hennè.
Personalmente ho trovato che con la doppia ossidazione ci sia una copertura totale dei capelli bianchi.
Marche migliori
In commercio esistono tantissime marche, ma spesso l'hennè si presenta sabbioso con la conseguenza che sarà molto più difficile stenderlo ed il risciacquo molto più lungo.
Secondo la mia esperienza le migliori marche per colore e consistenza sono il Jamila, il Khadi e le Erbe di Janas, quest'ultimo lo troverete nelle varianti rosso caldo, rosso freddo ed hennè ayurvedico.
Non resta che armarsi di pazienza ed infangare tutto il bagno.
E voi? Quali sono le vostre marche ed il vostro pappozzo preferito?
Ecco, perchè non completare il quadretto con un pappozzo di imprecisati chili sulla testa con tanto di pellicola trasparente a fare da turbante?
La verità è che più ci s'incessisce prima, più dopo ci sentiremo fighe e soddisfatte anche se in realtà spesso il cambiamento lo vediamo solo noi, ma sticazzi! Ci sentiamo come in quelle trasmissioni in cui entri scortato dai conati dello staff ed esci senza una sola parte del corpo che sia rimasta del tutto biodegradabile.
Cos'è l'hennè?
E' una tinta naturale ricavata dalle foglie e dai rami essiccati e macinati di un arbusto (lawsonia inermis). Si presenta come una polvere verde ed il suo utilizzo costante combatte il crespo e rende i capelli più lucidi e corposi, l'hennè infatti riveste il capello donando maggiore protezione e volume al capello.
Hennè e tinte chimiche
E' possibile fare l'hennè se avete già fatto una tinta chimica, l'importante è fare attenzione che nell'inci ci sia scritto solo lawsonia inermis, a volte infatti per esaltarne il colore aggiungono elementi chimici come il picramato che possono dare luogo a spiacevoli reazioni.
Anche per il contrario (tinta chimica su capello henneato) in generale non ci sono problemi, ma è probabile che vista la stratificazione dell'hennè, il colore non prenda.
In ogni caso provate prima con una piccola ciocca o con qualche capello prelevato dalla vostra spazzola in modo da essere sicure del risultato.
Quante volte?
Semplice, tutte quelle che volete, il colore che rilascia, infatti è soltanto un "effetto collaterale", l'hennè è prima di tutto un impacco ristrutturante.
Variazioni cromatiche
Partiamo dal presupposto che l'hennè vero e proprio è rosso, al massimo può variare l'intensità ed il tono in base alla qualità. Esistono però altre erbe tintorie che aggiunte all'hennè o sovrapposte ad esso, possono darci il colore che preferiamo, tenendo però, sempre conto del vostro colore di partenza, visto che non stiamo parlando di una tinta chimica, infatti è molto difficile schiarire i capelli con l'hennè , per farlo ci vuole costanza e riuscirete a farlo al massimo di un tono.
Menzione a parte per l'amla e la cassia (hennè neutro) che di base non tingono, ma l'amla può aiutare ad intensificare il bruno o a far virare il rosso verso toni più freddi e la cassia è utile a smorzare il rosso quando si vuole preparare un colore tendente al biondo o si può utilizzare da sola come semplice impacco. Prima di elencare le varie polveri tintorie è fondamentale ricordare che ognuna necessita della sua preparazione e che vanno quindi preparate singolarmente e poi miscelate quando è il momento di applicarle.
Rosso: Essendo già rosso, si tratta di sostanze che possono accenturarne i riflessi o renderlo maggiormente freddo. Robbia, ibisco, sambuco. Infuso: karkadè
Biondo: Zafferano, cartamo, rabarbaro, curcuma. Infuso: camomilla
Castano/bruno: Mallo di noce, nagar, katam (per riflessi violacei), indigo (conosciuto come hennè nero. Riflessi bluastri). Infuso: tè nero, caffè per un effetto più intenso.
Ricordate che l'hennè stratifica, per cui col passare del tempo tende a scurire i capelli, è possibile che la combinazione del vostro cuore dovrà subire qualche variazione.
Come si usa?
Prima di tutto occorre fare una precisazione, l'hennè appena fatto potrebbe seccare i capelli, facendo un pò l'effetto paglia, ma è un effetto momentaneo, al secondo lavaggio la situazione sarà diversa.
Vi consiglio poi di applicarlo sui capelli umidi e ben puliti, in quanto le squame maggiormente aperte favoriranno l'aderenza del pigmento, per il risciacquo invece evitate di rilavarli (aspettate almeno un paio di giorni) e aiutatevi al massimo con un pò di balsamo.
Munitevi esclusivamente di utensili di legno o plastica, dopodichè versate l'hennè in una ciotola capiente e aggiungete acqua calda o un infuso (non bollente) e un paio di cucchiai di aceto di mele o succo di limone in modo tale da facilitare l'ossidazione visto che l'hennè ossida in ambiente acido, coprite il tutto con una pellicola trasparente per circa 8 ore (anche meno, ma più ore ossiderà più sarà il colore rilasciato). Per evitare che secchi troppo potete aggiungere anche un cucchiaio di miele ed uno di yogurt, ma io preferisco evitare per non smorzare troppo il pigmento.
Ultimamente mi sto trovando molto bene col metodo della doppia ossidazione, il colore infatti risulta essere molto più intenso e scarica molto più lentamente. In pratica al posto dell'acqua o dell'infuso, uso del caffè solubile intiepidito e aceto di mele, attendo le mie 8 ore, ma invece di applicarlo subito, lo congelo e lo scongelo in seguito lasciandolo ossidare nuovamente per 8 ore.
Applicatelo poi come una qualsiasi tinta ciocca per ciocca e coprite con pellicola trasparente, più lo terrete sù, meglio sarà (anche una notte), io vi consiglio almeno un'ora.
Copertura dei capelli bianchi
Soltanto con l'hennè è possibile coprire i capelli bianchi in modo soddisfacente, infatti se preferite un'altro colore, ad esempio l'indigo, sarà meglio fare il doppio passaggio applicando l'indigo dopo aver risciacquato l'hennè.
Personalmente ho trovato che con la doppia ossidazione ci sia una copertura totale dei capelli bianchi.
Marche migliori
In commercio esistono tantissime marche, ma spesso l'hennè si presenta sabbioso con la conseguenza che sarà molto più difficile stenderlo ed il risciacquo molto più lungo.
Secondo la mia esperienza le migliori marche per colore e consistenza sono il Jamila, il Khadi e le Erbe di Janas, quest'ultimo lo troverete nelle varianti rosso caldo, rosso freddo ed hennè ayurvedico.
Non resta che armarsi di pazienza ed infangare tutto il bagno.
E voi? Quali sono le vostre marche ed il vostro pappozzo preferito?
venerdì 20 maggio 2016
Insalata di finocchi e arance!
Sono un'amante della verdura di ogni genere, in generale non riesco a mangiare un secondo senza accompagnarlo con un contorno, ma purtroppo il tempo scarseggia quasi sempre e per i contorni, a meno che non si tratti della solita insalata, ci vuole un pò di tempo, per cui le alternative facili e veloci non sono tante, ma questa rientra sicuramente nella categoria, e....sarà che la preparava sempre mia nonna, sarà che mi fa subito pensare alla primavera e all'estate per quanto è fresca, ma prepararla (e mangiarla) mi mette subito di buon umore.
Magari l'accostamento potrà sembrarvi strano, ma io la trovo davvero buona.
Ingredienti
- 1 Finocchio
- 1 Arancia media
- Origano qb
- Erba cipollina qb
- Sale qb
- Pepe qb
- Aceto balsamico
- Olio evo
Procedimento:
Tagliare i finocchi molto sottili e le arance a cubetti, aggiungere le spezie e condire a piacere.
Magari l'accostamento potrà sembrarvi strano, ma io la trovo davvero buona.
Ingredienti
- 1 Finocchio
- 1 Arancia media
- Origano qb
- Erba cipollina qb
- Sale qb
- Pepe qb
- Aceto balsamico
- Olio evo
Procedimento:
Tagliare i finocchi molto sottili e le arance a cubetti, aggiungere le spezie e condire a piacere.
mercoledì 11 maggio 2016
Storie di (stra)ordinaria curvytudine! (seconda parte)
In questa seconda intervista (la prima parte QUI) continua in nostro viaggio alla scoperta di donne fuori dal comune, quelle donne che riescono a fare del loro vissuto non facile e della loro fragilità, la loro forza.
In queste righe conosceremo Sole, testa e cuore perennemente in contrasto come soltanto in una donna può accadere, dove fragilità e forza si alterano come in una danza.
Ci racconterà di sè e del suo vissuto senza risparmiarsi. Durante l'intervista mi ha chiesto spesso scusa per essere stata troppo prolissa, ma onestamente non ho smesso un attimo di ringraziarla per il fatto che la sintesi non rientri tra le sue doti.
Ho cominciato chiedendole di presentarsi, per cui vi lascio subito alle sue parole:
Mi chiamo Sole e vorrei poter dire che è un di fatto, in realtà mi sento più vicina ad una luna,in continuo cambiamento,con tante sfaccettature, un po' più fredda di ciò che vorrei,ma anche capace ( talvolta) di rischiarare il buio. Quasi trentenne in piena crisi del " ma sono diventata adulta senza accorgermene", a momenti me ne sento sessanta, a momenti cinque. Curiosa, gattofila,complicata, socievolmente asociale, inquieta, alla ricerca di me stessa e dell'ordine cosmico,amante di arte,poesia, natura, lettura, cinema e fai da te, un tantino nerd,spesso contradditoria,un po' strana.
Com'è cominciata la tua vita da donna plus size?
Da bambina. Ero uno scricciolo da piccina,poi verso i quattro anni ho cominciato ad ingrassare tantissimo ed a crescere molto più rapidamente della norma, quindi praticamente sono tonda da quando ho memoria. A sette anni avevo la struttura ossea di una tredicenne un po' alta, ad otto è arrivato lo sviluppo e la prima dieta e da allora sono diventata uno yo yo. Ingrassavo e dimagrivo con picchi altissimi in entrambi i casi per un mix di condizioni di salute particolari, che sono in parte uscite allo scoperto anni ed anni dopo, e di problemi psicologici più o meno conclamati che sono sfociati in disturbi alimentari. Non sono ingrassata tanto per un particolare gusto del cibo, per golosità o pigrizia, anzi,fino a vent'anni ho sempre fatto molto sport,ma la rotondezza mi accompagna da allora
Com'è stata la tua adolescenza?
E' finita? Non me ne sono accorta! demmmmerda Emoticon tongue come l'adolescenza di qualsiasi ragazzina un po' troppo precoce,con un carico pesante emotivo piuttosto che fisico e con gusti ed interessi lontani dai coetanei. Cosparsa di trasferimenti,problemi a casa, guai in cui mi cacciavo, storie e storielle con persone troppo grandi e sbagliate, dubbi esistenziali e impermeata di nostalgia delle persone che perdevo tra un trasloco ed un altro. Ma a dire il vero, tranne rari,comuni, spiacevoli episodi,non particolarmente segnata dal peso.
Come vivi il tuo corpo in relazione alla tua famiglia ed i tuoi amici?
Per ciò che riguarda l'ambito familiare, avendo una famiglia- non famiglia non risento attualmente in modo particolare della loro percezione del mio corpo,ma non è stato sempre così. Molto del cattivo rapporto con me stessa e col mio peso credo dipenda da mia madre, soprattutto da bambina c'era un vero e proprio clima di " terrore" per certi versi. Mamma viene da una famiglia dove sono tutti belli,magri ed avvenenti, fatta eccezione per mia zia che ha preso negli anni( ma ne ha 50 passati) quella decina di chili in più che comunque sono splendidamente distribuiti nei punti giusti ed in un accenno di pancia di cui non sembra curarsi, con tutte le ragioni del mondo. Ma al di fuori di lei sono tutti alici salate, uomini e donne. Magri ed asciutti e molto curati,un po' per conformazione fisica, un po' perché la progenitrice( mia nonna) è una ferma sostenitrice della lotta al grammo in più, anche a 90 passati è il tipo di donna che ogni tanto lamenta il chilo che ha preso con l'età e che narra incantata che sua nonna a sessant'anni aveva un vitino talmente sottile che le sue gonne non le entravano neanche da bambina. Questo ha fatto si che trasmettesse moltissimo l'ansia del peso e della forma fisica anche a mia madre, che ha sviluppato da ragazza una tendenza ad anoressirezzare che non le è mai passata del tutto. Parlo di un clima di terrore,perché oltre all' interminabile serie di critiche ho vissuto momenti di reazioni esasperatissime nei confronti di questo problema,da mia madre che mi pesava ogni giorno ( rituale che provocava in me un vero e proprio costante stato di panico) e che rivedeva anche le diete, già molto sbilanciate e restrittive, dei dietologi perché quello che mangiavo le sembrava troppo anche di fronte a 40 grammi di pasta,ai nonni che ad ogni tot suggerivano a mia madre di chiudermi dentro un istituto perché non dimagrivo come avrei dovuto. Per anni ho minimizzato questa situazione, in realtà oggi mi rendo conto che ha creato dei danni non indifferenti. Non credo che per lei fosse una questione estetica in realtà, anche se non mi ha mai detto una cosa carina da questo punto di vista,penso che fosse realmente preoccupata in modo eccessivo di come il peso potesse influire sulla mia vita, era in particolare convinta che potessi subire prese in giro, esclusioni, atti di bullismo,in realtà per me la vera " bulla" è stata lei,tante cose che diceva o faceva cercando magari di spronarmi mi hanno ferito profondamente, ma spesso mi chiedo se oggi, da adulta, avrei potuto avere un rapporto diverso con lei e magari aiutarla a vivere anche se stessa con meno problemi. Per quello che riguarda gli altri il mio peso continua ad essere motivo di rimbrotti a cui se ne sono aggiunti altri per cose peggiori quindi è un po' passato in secondo piano, in compenso io ho imparato a sedare sul nascere certe discussioni con più o meno eleganti " un pacco di c... tuoi". Con gli amici invece non è mai stato un problema, è raramente un argomento di discussione. Le uniche questioni che sono potute sorgere sono state proprio sul mio vergognarmi di fare alcune cose,come andare al mare insieme, tanto che ci ho messo veramente poco ad abbandonare questo genere di patemi con loro che anzi, mi hanno sempre rincuorato nei momenti di abbattimento e che, e questo mi ha fatto anche meglio, semplicemente non sono mai parsi in alcun modo interessati al mio peso
Hai mai attribuito alla ciccia problemi che non fossero strettamente correlati all'aspetto strettamente pratico?
Ho attribuito per tantissimi anni alla ciccia ogni sorta di male del mondo in realtà, dal mio sentirmi perennemente "sbagliata" ai cattivi rapporti con i miei, sono arrivata ad attribuire al peso persino il fallimento in ambito lavorativo, questo un po' per il forte condizionamento, un po' perché a volte i chili in più diventano una comoda scusa per nascondere problemi di cui sono casomai conseguenza ma non certo effetto. Oggi ogni tanto mi ricapita, penso che sia un meccanismo da cui uscire del tutto sia difficile,ma sono momenti, per il resto sono diventata molto più matura e consapevole di me, so dove stanno i problemi reali e cerco,con risultati un po' altalenanti, di lavorarci su. L' unica cosa in cui mi sento ancora abbastanza condizionata è il lavoro, ma sono anche consapevole, almeno a tratti, che è un momento difficile per tutti da questo punto di vista e spero di riuscire quanto prima ad uscire dalla situazione di stallo in cui mi trovo.
Cos'è che ti crea disagio tuttora?
Vivo ancora con disagio il mio corpo,ma soprattutto perché è un corpo che cambia e che non riconosco più. Sono dimagrita più di 40 chili ed ancora lentamente perdo peso,conto di perderne almeno un' altra quindicina,un po' per motivi di salute ( non mi sento ancora al meglio,non sono attiva come vorrei), un po' perché non mi piaccio ancora. Può darsi che dimagrendo ulteriormente io continui a non piacermi,ma in realtà non ho un' immagine di come mi vorrei totalmente irraggiungibile, sarei ugualmente molto morbida, ma vorrei uscire dalla zona dell' obesità. Al contempo confesso che guardo le parti dove il dimagrimento è più evidente con un misto di curiosità e stupore,come se non mi appartenessero.. E poi c'è la pancia...ecco, quella è una parte di me che proprio detesto,anzi più che la pancia la zona dello stomaco è la mia disperazione. Sono proporzionata, armonica in un certo senso ( anche se invece adoro le disarmonie, soprattutto sono un'accanita fan dei fisici a pera), ma se un po' di ciccia dallo stomaco arrotondasse il didietro sarei molto felice. Per il resto ciò che non mi piace di me a livello fisico rientra grosso modo nei problemi di tutte le donne del mondo: vorrei il seno più alto, vorrei essere più tonica,vorrei un po' di cellulite in meno ( ma a voler essere sinceri non è che ne abbia molta), vorrei dei capelli più folti e con una forma più definita( ed anche qui a volerla dire tutta viaggio sulla criniera già così), vorrei una pelle meno delicata e reattiva, vorrei delle unghie più forti e se continuassi sono sicura che troverei altre mille cose ( mi sovvengono per l'appunto il naso a patata ed i denti a castorino). La verità è che siamo tutte, magre o grasse,alte o basse, sempre scontente di qualcosa e questo, fintanto che non diventa motivo di malessere reale o fulcro intorno al quale gira la nostra intera esistenza va anche bene, ci spinge a migliorarci. L' importante è che la base che ci muova sia l'amore per se stessi e la consapevolezza che la bellezza ha poco a che fare con la perfezione e soprattutto è mutevole. Non è sempre facile,ma ci proviamo.
Sei mai stata presa in giro come reagivi?
Ad onor del vero confrontandomi con altre persone mi rendo conto che quello della presa in giro è un problema che mi ha giusto sfiorato. Mi è capitato qualche volta, qualche commento poco carino, qualche idiota per strada,ma mai nulla di che, probabilmente anche perché credo che a pelle in qualche modo si sia sempre intuito che non ero esattamente il tipo che incassava in silenzio. Mi è capitato un solo anno di aver vissuto con particolare disagio un posto e di essere un po' inerme ed ipersensibile, ma questo dipendeva molto dal malessere per altre situazioni che proiettavo all'esterno, sembravo molto fragile e provata e non riuscivo a tenere neanche lo sguardo alto quando camminavo.
Pensi che saresti una persona diversa senza i tuoi chili di troppo?
L'ho pensato per molto, moltissimo tempo. Immaginavo che sarei rinata senza tutti questi chili in più, che mi sarei liberata in un certo senso. In realtà cominciare a liberarmi dall'ossessione del peso mi ha piuttosto liberato dai chili, almeno in parte, ma sono sempre la stessa, con le stesse luci e le stesse ombre e lo sarei pure a 50 chili. Penso che la piena libertà la conquistero' quando questa consapevolezza sarà piena e matura del tutto e che rinascero' quando imparerò ad amarmi e sostenermi in tutto e per tutto, per ora è un work in progress,ma sicuramente si viaggia più leggeri già sapendo che sotto ogni strato di ciccia o sopra ogni osso che sporge siamo noi, sempre e comunque.
In che modo è cambiata la percezione del tuo corpo negli anni?
Imparando ad osservarmi e ad ascoltarmi. Da ragazzina e per buona parte dei vent'anni fuggivo gli specchi, mi osservavo raramente, ero perennemente molto coperta, anche dentro casa,da sola,in piena estate. È cambiata molto con la nudità. Ho cominciato a spogliarmi da sola ed a studiarmi. Ho imparato a conoscermi. Ho sempre osservato moltissimo le altre persone,non con intenti critici,ma con curiosità, con occhi pieni di amore in un certo senso. Mi piaceva molto scrivere e spesso gente a caso diventava protagonista inconsapevole dei miei racconti, immaginavo che storia potesse raccontare il loro aspetto, fantasticavo. Ho cominciato a rivolgere le stesse attenzioni a me stessa, a ragionare sul fatto che anche il mio corpo racconta una storia, che a tratti può non piacermi,ma che è la mia,personale. Ho chili in più, cicatrici, nei, ossa un po' storte in alcuni punti che raccontano chi sono e cosa ho vissuto. Le smagliature dicono quanto io sia stata in lotta con me,le cicatrici quante volte l'abbia persa. Le dita delle mani che seguono una linea un po' curva dicono che ho giocato a pallavolo per molti anni, il legamento del ginocchio ballerino che ho fatto la splendida e sono volata da sopra al motorino, il seno un po' basso dice che sono cresciuta presto, troppo perché mi rendessi conto di aver bisogno di sostenerlo, le gambe muscolose che mi piaceva molto correre e ancora adoro camminare,il setto nasale storto mi ricorda una cosa orribile ma anche che è passata,le discromie sulle ginocchia pluriescoriate che da piccola mi divertivo da pazzi ad arrampicarmi,le spalle larghe che anche se non ho mai imparato i vari stili bene,adoro nuotare,i piedi piatti che vivrei tranquillamente scalza,le caviglie più sottili del resto che mi piaceva molto ballare,i miei capelli sempre un po' a fatti loro in fondo dicono " ma sai che c'è? Sticazzi". Cresciamo,maturiamo, ci conosciamo meglio ed impariamo ad ascoltarci meglio ed assecondarci di più e tanto più lo facciamo, tanto meglio stiamo e prima. E mi ha anche aiutato moltissimo il confronto con altre persone come me. Mi ha aiutato a riconoscermi,mi ha aiutato a non sentirmi l'unica e sola, ad apprezzare più a fondo la diversità. Non cito nel mio percorso l'amore o l'apprezzamento da parte di altri semplicemente perché per me non ha mai influito prima che cercassi quanto meno di piacermi per prima e questo credo funzioni per tutti. Puoi anche sentirti dire che sei la donna più bella del mondo, ma se non ti ami tu,non sei neanche pronta ad accogliere l'amore dall' esterno. Però sicuramente è importante anche quello. Uscire dall' ottica che quello che gli altri ci danno è sempre un favore e mai meritato, imparare che siamo abbastanza e che non dobbiamo guadagnarci l'amore a qualunque costo, che possiamo lasciarci essere è qualcosa che ci dobbiamo tutti. Avere qualcuno che ci trasmetta questo è meraviglioso,ma non deve essere la "conditio sine qua non". Gli altri sono un arricchimento. Talvolta un impoverimento. Ma la nostra vita è nostra e basta e così ciò che pensiamo di noi stessi dipende prima da noi.
In che modo il tuo percorso ha influito sulla tua vita?
A questo potrò dare una risposta quando sentirò che il mio percorso ha raggiunto una maturazione piena. Quello che so sicuramente è che anche se ora non sono in un momento molto facile e felice,anche se sento di non piacermi e non essere soddisfatta di me, cerco ugualmente di curarmi, di non farmi male e non punirmi e già questo per me è moltissimo. Ed ha molto influito sulla mia percezione degli altri. Sono più aperta, più sensibile, più accogliente, più pronta a dare ed anche a ricevere. Non del tutto. Spesso ritorna il freddo, il senso di estraneità da me stessa e da ciò che mi circonda. Ma dentro di me c'è sempre una piantina che per quanto maltrattata ed esposta a ghiaccio, intemperie e botte ogni tanto mi dice " guarda che io potrei diventare un bellissimo fiore" ed io non so se ci credo a pieno,ma sicuramente ci spero un po'
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