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martedì 3 gennaio 2017

5 Tipologie di uomini da cui stare alla larga (plus size version)



Si sa, in un mondo ideale le donne amerebbero le altre donne in una landa dai colori pastello e al profumo di lavanda con un sottofondo di uccellini cinguettanti e l'unica nota negativa sarebbe condividere gli assorbenti rischiando di restarne senza e soprattutto subire le nefaste conseguenze di un ciclo sincronizzato - E invece no, abbiamo un'indole decisamente masochista e preferiamo lasciarci tentare dal lato oscuro della forza, rassegnandoci ad un destino costellato di litigi per la tavoletta del bagno perennemente alzata, e diciamolo, se si ha qualche chilo in più, le varianti alle quali prestare attenzione aumentano sensibilmente.
Indi per cui ecco 5 tipologie di "uomini" che una donna plus size corre il rischio d'incontrare, perchè se è vero che le donne vengono da venere e gli uomini da marte, è anche vero che alcuni di loro è molto meglio che tornino da dove sono venuti:

1) Lo svogliato: è l'uomo dalla minima spesa e massima resa (parlando ovviamente in termini di affettività) e ad onor del vero, il gioiellino in questione non è un problema esclusivo delle donne plus size. Sta con voi ed esce con voi, non è tenuto a dimostrarvi altro, il massimo del romanticismo che potrete aspettarvi sarà dirvi "salute" dopo uno starnuto.

2) Il personal trainer: esce con voi perchè sta bene e si sente il figo della coppia, ma la sua missione è farvi dimagrire per sfoggiarvi con gli amici. Spesso la sua tecnica preferita per incentivare la fortunata consiste nella sempre attuale ed "efficace" umiliazione pubblica.

3) Il cecchino: gli piace andare sul sicuro e pensa che noi ciccione siamo troppo disperate per rifiutare le sue avances, e quando l'impensabile (soltanto per lui ovviamente) accade, fa del body shaming la sua unica ragione di vita...fino al prossimo obiettivo.

4) Il ninja: è molto probabile che gli piacciate, e anche tanto, ma si vergogna a farsi vedere in giro con una cicciona, le scuse più o meno sono sempre le stesse, non gli piace la confusione, non vuole incontrare una determinata persona, quel ristorantino è un pò fuori mano, ma si mangia veramente bene ecc..., Il vantaggio è che vi farà scoprire angoli inesplorati della vostra città, ma il gioco non vale la candela, per cui sfanculatelo senza rimpianti.

5) Il feticista della ciccia: specie altamente presente nei siti d'incontri a tema, non sta con voi, ma con la vostra ciccia e il passo dal farvi sentire delle dee al trattarvi come semplici oggetti sessuali sarà incredibilmente breve...basterà parlargli di dieta e leggerete il terrore nei suoi occhi.

A chi di noi non è capitato almeno una volta di imbattersi in uno di questi elementi? L'importante è rendersene conto in tempo e volersi bene, in fondo la migliore compagnia resta sempre la nostra.

domenica 18 dicembre 2016

#BodypositeamIT: Conciati per le feste (Evans total look)



Jingle Bells, Jingle Bells, jingle all the way! What fun it is to ride in a one-horse open sleigh...
Bene, se l'avete letta cantando, abbandonate questo post voi che entrate, in caso contrario, procedete pure (più o meno) tranquillamente.
E' vero, e chi mi conosce lo sa, che di solito adoro il Natale, è la parte dell'anno che ho sempre preferito con le sue luci, le sue decorazioni, le ore passate a togliere i canditi dal panettone e a mettere la nutella (sì, quella con l'olio di palma...a natale puoi e posso anch'io!) sul pandoro, i giochi da pseudo bisca clandestina, il tasso alcolico decisamente alto, i regali, che siano più o meno graditi o in giro da tempo immemore destinati all'eterno riciclo, per non parlare del parentado infinito raccolto tutto nella stessa stanza, e di solito amo anche le sue conseguenze, chili pieni d'amore familiare e quintali di bicarbonato per digerire compresi.
Quest'anno invece sono passata dall'essere il folletto sotto acido degli anni scorsi, ad avere l'entusiasmo di Mercoledì Addams in gita a Disneyland con la scuola, e anche se dicono che odiare il Natale e le feste in generale faccia figo, io spero di tornare demodè il prima possibile.
Ma (perchè c'è sempre un ma) se c'è una cosa del Natale che il Grinch e lo Scrooge che sono in me non sono riusciti a farmi smettere di amare, sono i classici maglioni natalizi -Ok, anche la rai che manda i cartoni Disney a profusione, lo ammetto!- Sarà che mi ricordano la scena in cui Bridget Jones e Mark Darcy si (ri)incontrano nel primo film della trilogia.

Quindi quando dal #BodypositeamIT è saltata fuori l'idea dell'outfit natalizio, ne sono stata comunque entusiasta. Dando un'occhiata in giro, ho visto che tutti gli shop plus size più noti hanno una sezione con maglioni e abitini natalizi, in particolare su emp ce n'erano alcuni davvero sfiziosi ed ironici, ma è bastato giusto il tempo di pensarci su che erano già tutti terminati, per cui alla fine, dovendo prendere anche i miei amati jeans ultrastrech della linea pear di evans, ne ho approfittato per fare un ordine unico.
A dire il vero il maglione che ho scelto, inizialmente non era tra i miei preferiti visto che io per natalizio intendo un maglione che abbia almeno una renna e qualcosa di rosso, ma come al solito mi sono ridotta all'ultimo momento e il modello che ho acquistato alla fine era tra i pochi rimasti della mia taglia, ma quando l'ho provato sono stata molto soddisfatta sia per estetica, sia per vestibilità.
So che magari per il blog avrei potuto scegliere qualcosa di più fashion e meno banale, ma l'avrei vista un pò una forzatura. Per me, al di la di questo momento non proprio semplice, questi giorni di festa (ricordo che in terronia di norma si festeggia dal 24 al 26 no stop, sono consentite giusto delle pause ogni tanto per espletare i propri bisogni fisologici) sono costellati di vestiti caldi e comodi (stiamo parlando di ore ed ore seduti a tavola a mangiare) e di pigiama più o meno imbarazzanti, ma rigorosamente a chiusura ermetica e pantofole a forma di pinguino ai quali manca il becco visto che Velvet ha gentilmente offerto una rinoplastica...Tanto si sa, in presenza della famiglia e del corriere, siamo tutte più cesse.
MaglioneJeansStivali : Evans
Cappello: no brand shop
Prima di lasciarvi alle foto v'invito a curiosare gli outfit dei miei favolosi compagni d'avventura:
Diva delle curve di Marged Flavia Trumper
Tondamente curvy blog di Valentina Imbellone
Mixelchic di Elena Palieri
Uomini di peso di Alessandro Carella
Plus kawaii di Miria Benotti
Curvy Nene di Irene Mastronardi











giovedì 1 dicembre 2016

PCOS (Sindrome dell'ovaio policistico): la mia esperienza



Buongiorno bellezze! Oggi ho deciso di parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, dato che è una patologia che ha condizionato e continua a condizionare gran parte della mia vita, mi riferisco alla "sindrome dell'ovaio policistico" alias "Poly-cystic ovary syndrome" molto più semplicemente detta PCOS.
Ovviamente non sono un medico, per cui mi limito semplicemente a riportare quella che è stata ed è tuttora la mia esperienza.
Anche perchè se proverete a cercare di cosa si tratta, in linea di massima su tutti i siti che ne parlano avrete modo di leggere che: La PCOS è una sindrome metabolica che colpisce il 5-10% delle donne in età fertile sconvolgendone completamente il quadro ormonale e metabolico e di cui ancora non si conoscono a fondo le cause. Tra i sintomi che caratterizzano la sindrome troviamo amenorrea (alterazione o assenza del ciclo mestruale), anavoluzione cronica, infertilità, acne, alopecia, irsutismo, obesità, insulinoresistenza e...la pianto qui, per chi volesse saperne di più vi lascio il link
Ma cos'è davvero la PCOS per chi la vive? Tenterò di spiegarvi come la vedo io. 
E' la classica amica stronza, quella che tutte abbiamo avuto ai tempi del liceo (a meno che non sia stata proprio tu l'amica stronza in questione). Quella che vi portava dietro solo per sembrare più figa agli occhi dei ragazzi, quella che si presentava all'ora di ginnastica col tacco 12 e truccata più di un motorino negli anni '90, dicendo che le sarebbe tanto piaciuto indossare una tuta da sfigata come la tua, ma che purtroppo aveva le sue cose (e continuerà ad averle per tutto l'anno senza che nessuno stranamente sospetti il contrario, anche perchè che ne sai tu del ciclo, che una volta ti viene e 10 no?). Quella che nella sua fighissima figaggine ti diceva con orrore che doveva assolutamente dimagrire perchè durante le feste aveva messo ben 800 grammi e tu, ingenuissima, stretta nei tuoi jeans taglia 52 o più, dal basso delle tue sneakers, la consolavi anche dicendole che era perfetta e bellissima così com'era (ATTENZIONE! Non mi riferisco alla dismorfofobia che è un disagio reale, ma alla stronzaggine nuda e cruda). Parliamo della stessa amica stronza che alle tue spalle faceva notare agli altri i tuoi rotoli di ciccia, i brufoli sul mento ed il peletto sopravvissuto alla ceretta perchè ancora non hai imparato a starci dietro.
Ecco, lei! Le differenze sostanziali tra lei e la PCOS sono tre: non te ne liberi mandandola a fanculo, non te la ritrovi soltanto al liceo e, soprattutto, i brufoli sul mento, i rotoli di ciccia ed i peli incazzati lei te li fa proprio venire!
Avevo circa 17 anni quando, complice una dieta senza risultati ed il ciclo che saltava di continuo, mia madre decise di farmi fare una visita da un ginecologo, che dopo un'ecografia e delle analisi specifiche, non trovò cura migliore che la pillola. Stiamo parlando di 13 anni fa ed era ancora molto difficile trovare qualcuno di competente in materia (nonostante l'incidenza del fenomeno coinvolga circa 5/10 donne su 100) e, si sa, molto spesso si confonde la "cura" dei sintomi con quella della "malattia". Purtroppo molto spesso i medici ignorano quanto un semplice "non lo so" sia molto più professionale e soprattutto faccia meno danni di una cura azzardata.
Sta di fatto che io i risultati li vedevo eccome, per cui che la pillola fosse solo un palliativo a me non era proprio passato per la testa, perdevo peso, avevo finalmente la pelle vellutata, i peli erano diventati semplice peluria e i capelli non erano mai stati così folti e lucenti, finchè a causa della nausea persistente e del mal di testa cronico fui costretta a sospenderla e lì...beh lì tornò tutto come prima, anzi i chili aumentarono addirittura.
Evito di parlarvi dei risvolti psicologici che ebbe la faccenda, avevo 19 anni e avevo assaporato la "normalità"...sono sicura che non serve che ve ne parli. 

Da allora, ho dovuto fare un grande lavoro su me stessa  sia in termini di autoaccettazione sia per non prendere a sprangate sui denti tutte quelle persone che di farsi gli stracazzacci loro proprio non ne vogliono sapere e ti chiedono con aria illuminata: "ma perchè non ti metti a dieta? Guarda che bel viso che hai" (come se tu nella tua vita da obesa non ci avessi mai pensato e aspettavi il genio che ti accendesse la lampadina ).
Inutile parlarvi del mio continuo peregrinare tra nutrizionisti, dietologi, endocrinologi, ginecologi e dermatologi...neanche ricordo quanti fossero, so solo che il mio scetticismo cresceva insieme ai miei chili e ai brufoli sul mento. Neanche m'interessava più dimagrire, ero finalmente riuscita a fare pace con me stessa sotto quel punto di vista...volevo soltanto sentirmi una donna normale, volevo avere il ciclo ogni mese e capire se fossi in grado di ovulare.
Alla fine ho deciso di documentarmi da sola nonostante, anni fa i pochi testi sull'argomento fossero in inglese, ma non mollai. Non avevo la presunzione di curarmi da sola, volevo soltanto maggiori mezzi per capire se il dottore che avevo di fronte fosse l'ennesimo che tentava di azzeccare la soluzione o se fosse realmente competente in materia.
Recentemente, grazie ad un endocrinologo e ad un gruppo su facebook, sto imparando pian piano a gestire la cosa attraverso l'alimentazione, lo sport e degli integratori (inositolo ed agnocasto), anche se dall'ultima visita è emerso che nel mio caso da soli non bastano e mi è stata prescritta la metformina che è un inibitore insulinico, per cercare di portare l'iperinsulinemia a livelli ottimali.
Ora come ora il ciclo si è quasi regolarizzato e sono anche riuscita ad ovulare (e porca miseria, mica me l'avevano detto che è più doloroso del ciclo!) che per me è stato un vero e proprio traguardo. 
Ripeto, questa è soltanto la mia esperienza, per chi volesse saperne di più, ci sono molti siti con base medico/scientifica sull'argomento, ma soprattutto rivolgetevi al vostro medico perchè vi ricordo che avere le ovaie policistiche non implica necessariamente avere anche la sindrome, per cui se avete dei dubbi fatevi prescrivere le analisi standard per questo tipo di diagnosi (ecografia pelvica, testosterone libero, curva glicemica, curva insulinemica...)
A breve vorrei scrivere un articolo su alimentazione e PCOS visto che accenno spesso all'argomento soprattutto nelle ricette che vi propongo e che trovate nella sezione FOOD, per cui se avete suggerimenti o curiosità particolari, fatemelo sapere nei commenti.

lunedì 14 novembre 2016

#BodipositeamIT: Hipster houtfit


Buooongiorno! Dopo giorni di silenzio torno finalmente a scrivere su questo piccolo spazio virtuale. Ormai quello col #BodyPosiTeamIt è diventato un piacevolissimo appuntamento fisso e per me è sempre estremamente divertente ed entusiasmante prendervi parte.
Questa volta il tema non è dei più semplici, almeno per quanto mi riguarda, si tratta infatti di interpretare secondo il nostro punto di vista lo stile Hipster. In questo caso più che mai è doveroso parlare di stile e non di moda in quanto, nonostante i più si fermino alla sola apparenza, si tratta di un vero e proprio modus vivendi che abbraccia molti aspetti della quotidinità: cibo, politica, musica, insomma in teoria dovrebbe essere un vero e proprio stile di vita. 
Questo termine non è di certo stato inventato adesso, lo troviamo già a partire dagli anni '40, anche se ormai questo stile è diventato una vera e propria moda e come tutte le mode trovo che in qualche caso abbia perso parte della propria essenza e sia diventato soltanto un ennesimo tentativo di massificazione.
Critiche strappamaroni da trentenne disillusa a parte, è in realtà un universo molto affascinante i cui punti cardine sono ben al di la della mera apparenza, vista l'attenzione per l'ecologia con le conseguenti scelte alimentari, cosmetiche e di vita in generale quanto più ecocompatibili possibile.
Esteticamente invece, l'Hipster style prevede un mashup di vari stili, un pò tutto e un pò niente che offre infinite possibilità di personalizzazione, ammetto che se nel mio immaginario lo stile hipster è estremamente chiaro per quanto riguarda gli uomini (barbe...barbe e occhiali ovunque), per quanto concerne le donne,  invece ho dovuto dare più di una sbirciatina su "santo Google immagini" per prendere spunto, oltre ad aver rotto insistentemente le balle ad una delle mie migliori amiche patita per questo tipo di abbigliamento. 
Nella mia testa si è subito palesata un'immagine, camicie a quadri di ogni tipo, così viva la fantasia ho scelto una camicia a quadri ed un cappello simil borsalino sviluppando l'intero outfit intorno a questi due capi.
Per cui spero di averci azzeccato e se così non fosse, confido nel fatto che un occhio pesto e l'influenza mi facciano da attenuanti e se proprio neanche questo basta, in qualche foto spunta il musino di Velvet sullo sfondo, appositamente messo lì per intenerirvi.
Se siete curiose (e so che lo siete) di vedere gli altri outfit di questo fantastico gruppozzo, vi lascio i link:
La Diva Delle Curve
Mixelchic
Plus Kawaii 
Tondamente Curvy Blog
Curvy Nene







La camicia, il cappello ed il top  sono H&M, purtroppo in questo momento esatto il loro sito è in manutenzione, per cui non riesco a mettervi il link dei singoli capi. La borsa invece l'ho acquistata in un piccolo negozietto nella mia città.
Jeans: Evans sono della linea "pear" e sono FANTASTICI, hanno una vestibilità mai provata prima, forse chi ha un fisico a pera può capire il mio entusiasmo data la difficoltà nel trovare jeans che vestano bene e che soprattutto siano comodi, penso che appena potrò ne farò scorta!
Scarpe: Superga

giovedì 15 settembre 2016

#BodypositeamIT: Sportivi a tutto tondo!



Buongiorno bellezze! Pensavate di esservi liberate di me eh? E invece no, son sempre qua a rompervi i maroni muahahahah (risata malefica). Ok, divagazioni a parte, finalmente è arrivato settembre, e non so a voi, ma a me mette sempre di buon umore, sarà che iniziano a crepare quelle bastarde di zanzare o che rappresenta un pò un nuovo inizio carico di occasioni (decisamente più poetico)
Per cui visto che la scorsa collaborazione (Clicca QUI) vi è piaciuta tanto, abbiamo deciso di mettere a frutto la particolare alchimia che si è creata dietro le quinte, per un progetto di gruppo che ogni mese proporrà un tema diverso...quindi non potevamo che scegliere settembre per dare il via a questa nuova avventura!
L'hashtag è #bodyposyteamIT e le teste matte (oltre la mia) che ne faranno parte sono: La diva delle curve di Marged Flavia Trumper, Mixelchic di Elena Palieri, Tondamente curvy, di Valentina Imbellone, Plus kawaii di Miria Benotti e Curvy Nene di Irene Mastronardo.
Abbiamo deciso di cominciare col tema fitness non per la questione "buoni propositi" che durano giusto il tempo di una sessione di shopping in cerca dell'outfit ginnico perfetto che verrà utilizzato con somma soddisfazione nello sport dell' "escilamonnezza", ma perchè lo scalpore suscitato da un certo tipo di pubblicità, ha mostrato quanto per la maggior parte delle persone il mondo del fitness cozzi con quello curvy e plus size. E invece vari brand hanno rivolto la loro attenzione all'argomento, tra gli ultimi Fiorella Rubino che ha recentemente lanciato la sua collezione dedicata allo sport curvy e plus size, ma ad aver fatto notizia è stata la Nike   che ha finalmente scelto una modella curvy per pubblicizzare il brand.
L'attività fisica più giusta per il proprio corpo, infatti è cosa buona e giusta tutto l'anno, basta trovare lo sport che più si confà ai nostri gusti e la costanza verrà da sè, per cui che ci si creda o no, il tema è venuto fuori proprio per la passione che ognuno di noi ha per un pò di sano movimento.
Ebbene sì, scoooooop! Anche noi dalla presenza importante e dal volume in esplosione facciamo sport (titoli in prima pagina in ogni dove, la notizia è di quelle bomba!) e chi c'immagina perennemente sul divano, campionesse mondiali di zapping e junck-eating dovrà farsene una ragione, Lo sport non è (solo) per magre! Ma ovviamente è molto più semplice generalizzare e "categorizzare" anche vizi e virtù. A tal proposito consiglio ai più scettici una capatina su instagram per constatare quanto stiano cambiando le cose, è pieno di pagine dedicate alle più svariate discipline (yoga, danza, pilates, atletica....) in chiave curvy e plus size.
Per quanto mi riguarda, trascorrendo quasi la metà delle mie giornate in piedi per esigenze lavorative, di norma preferisco sport che evitino o ammortizzino un eventuale ulteriore scarico sui piedi, e a tal proposito mi trovo benissimo con nuoto e pilates, attività che svolgo in totale 3 volte a settimana, e oltre a ricavarne grandi benefici a livello posturale, ne esco anche col carico di endorfine.
Sicuramente appena avrò del tempo in più da spendere mi piacerebbe ampliare la sezione dell'home workout per aggiungere un pò di massa muscolare che ha risentito delle innumerevoli diete fatte negli anni passati, per cui penso che a breve mi affiderò ai video di Jillian Micheals, anzi se avete esperienze o volete ricevere aggiornamenti a riguardo, fatemelo sapere nei commenti.  
Ma bando alle ciance e non tergiversiamo oltre, che in questo sì che sono campionessa mondiale e veniamo all'outfit. 
Innanzitutto invito i deboli di stomaco e i minori di 18 anni a non proseguire oltre, detto questo, poi non dite che non siete stati avvisati!
Duuunque, non vedrete un outfit particolarmente di tendenza, tutt'altro, ho deciso di mostrarvi la verità nuda e cruda...in palestra ci vado davvero così!
Maglia larga e leggings per pilates e costume olimpionico, cuffietta fucsia fluorescente ed occhialini per il nuoto (la sexytudine proprio...ma questo ve lo risparmio).
Vi lascio alle foto da national geographic e vi chiedo scusa in anticipo per la mia faccia da chiulo, ma il mio "outfit" sportivo prevede anche la totale assenza di make-up. 
Ora non resta che curiosare tra gli altri outfit proposti dal team!








Reggiseno sportivo Bonprix QUI
Maglia H&M fuori produzione, simile QUI
Leggings Decathlon QUI
Scarpe Asics gel pulse 8 QUI


mercoledì 11 maggio 2016

Storie di (stra)ordinaria curvytudine! (seconda parte)



In questa seconda intervista (la prima parte QUI) continua in nostro viaggio alla scoperta di donne fuori dal comune, quelle donne che riescono a fare del loro vissuto non facile e della loro fragilità, la loro forza. 
In queste righe conosceremo Sole, testa e cuore perennemente in contrasto come soltanto in una donna può accadere, dove fragilità e forza si alterano come in una danza.
Ci racconterà di sè e del suo vissuto senza risparmiarsi. Durante l'intervista mi ha chiesto spesso scusa per essere stata troppo prolissa, ma onestamente non ho smesso un attimo di ringraziarla per il fatto che la sintesi non rientri tra le sue doti.
Ho cominciato chiedendole di presentarsi, per cui vi lascio subito alle sue parole:

Mi chiamo Sole e vorrei poter dire che è un di fatto, in realtà mi sento più vicina ad una luna,in continuo cambiamento,con tante sfaccettature, un po' più fredda di ciò che vorrei,ma anche capace ( talvolta) di rischiarare il buio. Quasi trentenne in piena crisi del " ma sono diventata adulta senza accorgermene", a momenti me ne sento sessanta, a momenti cinque. Curiosa, gattofila,complicata, socievolmente asociale, inquieta, alla ricerca di me stessa e dell'ordine cosmico,amante di arte,poesia, natura, lettura, cinema e fai da te, un tantino nerd,spesso contradditoria,un po' strana.

Com'è cominciata la tua vita da donna plus size?

Da bambina. Ero uno scricciolo da piccina,poi verso i quattro anni ho cominciato ad ingrassare tantissimo ed a crescere molto più rapidamente della norma, quindi praticamente sono tonda da quando ho memoria. A sette anni avevo la struttura ossea di una tredicenne un po' alta, ad otto è arrivato lo sviluppo e la prima dieta e da allora sono diventata uno yo yo. Ingrassavo e dimagrivo con picchi altissimi in entrambi i casi per un mix di condizioni di salute particolari, che sono in parte uscite allo scoperto anni ed anni dopo, e di problemi psicologici più o meno conclamati che sono sfociati in disturbi alimentari. Non sono ingrassata tanto per un particolare gusto del cibo, per golosità o pigrizia, anzi,fino a vent'anni ho sempre fatto molto sport,ma la rotondezza mi accompagna da allora

Com'è stata la tua adolescenza?

E' finita? Non me ne sono accorta! demmmmerda Emoticon tongue come l'adolescenza di qualsiasi ragazzina un po' troppo precoce,con un carico pesante emotivo piuttosto che fisico e con gusti ed interessi lontani dai coetanei. Cosparsa di trasferimenti,problemi a casa, guai in cui mi cacciavo, storie e storielle con persone troppo grandi e sbagliate, dubbi esistenziali e impermeata di nostalgia delle persone che perdevo tra un trasloco ed un altro. Ma a dire il vero, tranne rari,comuni, spiacevoli episodi,non particolarmente segnata dal peso.

Come vivi il tuo corpo in relazione alla tua famiglia ed i tuoi amici?

Per ciò che riguarda l'ambito familiare, avendo una famiglia- non famiglia non risento attualmente in modo particolare della loro percezione del mio corpo,ma non è stato sempre così. Molto del cattivo rapporto con me stessa e col mio peso credo dipenda da mia madre, soprattutto da bambina c'era un vero e proprio clima di " terrore" per certi versi. Mamma viene da una famiglia dove sono tutti belli,magri ed avvenenti, fatta eccezione per mia zia che ha preso negli anni( ma ne ha 50 passati) quella decina di chili in più che comunque sono splendidamente distribuiti nei punti giusti ed in un accenno di pancia di cui non sembra curarsi, con tutte le ragioni del mondo. Ma al di fuori di lei sono tutti alici salate, uomini e donne. Magri ed asciutti e molto curati,un po' per conformazione fisica, un po' perché la progenitrice( mia nonna) è una ferma sostenitrice della lotta al grammo in più, anche a 90 passati è il tipo di donna che ogni tanto lamenta il chilo che ha preso con l'età e che narra incantata che sua nonna a sessant'anni aveva un vitino talmente sottile che le sue gonne non le entravano neanche da bambina. Questo ha fatto si che trasmettesse moltissimo l'ansia del peso e della forma fisica anche a mia madre, che ha sviluppato da ragazza una tendenza ad anoressirezzare che non le è mai passata del tutto. Parlo di un clima di terrore,perché oltre all' interminabile serie di critiche ho vissuto momenti di reazioni esasperatissime nei confronti di questo problema,da mia madre che mi pesava ogni giorno ( rituale che provocava in me un vero e proprio costante stato di panico) e che rivedeva anche le diete, già molto sbilanciate e restrittive, dei dietologi perché quello che mangiavo le sembrava troppo anche di fronte a 40 grammi di pasta,ai nonni che ad ogni tot suggerivano a mia madre di chiudermi dentro un istituto perché non dimagrivo come avrei dovuto. Per anni ho minimizzato questa situazione, in realtà oggi mi rendo conto che ha creato dei danni non indifferenti. Non credo che per lei fosse una questione estetica in realtà, anche se non mi ha mai detto una cosa carina da questo punto di vista,penso che fosse realmente preoccupata in modo eccessivo di come il peso potesse influire sulla mia vita, era in particolare convinta che potessi subire prese in giro, esclusioni, atti di bullismo,in realtà per me la vera " bulla" è stata lei,tante cose che diceva o faceva cercando magari di spronarmi mi hanno ferito profondamente, ma spesso mi chiedo se oggi, da adulta, avrei potuto avere un rapporto diverso con lei e magari aiutarla a vivere anche se stessa con meno problemi. Per quello che riguarda gli altri il mio peso continua ad essere motivo di rimbrotti a cui se ne sono aggiunti altri per cose peggiori quindi è un po' passato in secondo piano, in compenso io ho imparato a sedare sul nascere certe discussioni con più o meno eleganti " un pacco di c... tuoi". Con gli amici invece non è mai stato un problema, è raramente un argomento di discussione. Le uniche questioni che sono potute sorgere sono state proprio sul mio vergognarmi di fare alcune cose,come andare al mare insieme, tanto che ci ho messo veramente poco ad abbandonare questo genere di patemi con loro che anzi, mi hanno sempre rincuorato nei momenti di abbattimento e che, e questo mi ha fatto anche meglio, semplicemente non sono mai parsi in alcun modo interessati al mio peso

Hai mai attribuito alla ciccia problemi che non fossero strettamente correlati all'aspetto strettamente pratico?

Ho attribuito per tantissimi anni alla ciccia ogni sorta di male del mondo in realtà, dal mio sentirmi perennemente "sbagliata" ai cattivi rapporti con i miei, sono arrivata ad attribuire al peso persino il fallimento in ambito lavorativo, questo un po' per il forte condizionamento, un po' perché a volte i chili in più diventano una comoda scusa per nascondere problemi di cui sono casomai conseguenza ma non certo effetto. Oggi ogni tanto mi ricapita, penso che sia un meccanismo da cui uscire del tutto sia difficile,ma sono momenti, per il resto sono diventata molto più matura e consapevole di me, so dove stanno i problemi reali e cerco,con risultati un po' altalenanti, di lavorarci su. L' unica cosa in cui mi sento ancora abbastanza condizionata è il lavoro, ma sono anche consapevole, almeno a tratti, che è un momento difficile per tutti da questo punto di vista e spero di riuscire quanto prima ad uscire dalla situazione di stallo in cui mi trovo.

Cos'è che ti crea disagio tuttora?

Vivo ancora con disagio il mio corpo,ma soprattutto perché è un corpo che cambia e che non riconosco più. Sono dimagrita più di 40 chili ed ancora lentamente perdo peso,conto di perderne almeno un' altra quindicina,un po' per motivi di salute ( non mi sento ancora al meglio,non sono attiva come vorrei), un po' perché non mi piaccio ancora. Può darsi che dimagrendo ulteriormente io continui a non piacermi,ma in realtà non ho un' immagine di come mi vorrei totalmente irraggiungibile, sarei ugualmente molto morbida, ma vorrei uscire dalla zona dell' obesità. Al contempo confesso che guardo le parti dove il dimagrimento è più evidente con un misto di curiosità e stupore,come se non mi appartenessero.. E poi c'è la pancia...ecco, quella è una parte di me che proprio detesto,anzi più che la pancia la zona dello stomaco è la mia disperazione. Sono proporzionata, armonica in un certo senso ( anche se invece adoro le disarmonie, soprattutto sono un'accanita fan dei fisici a pera), ma se un po' di ciccia dallo stomaco arrotondasse il didietro sarei molto felice. Per il resto ciò che non mi piace di me a livello fisico rientra grosso modo nei problemi di tutte le donne del mondo: vorrei il seno più alto, vorrei essere più tonica,vorrei un po' di cellulite in meno ( ma a voler essere sinceri non è che ne abbia molta), vorrei dei capelli più folti e con una forma più definita( ed anche qui a volerla dire tutta viaggio sulla criniera già così), vorrei una pelle meno delicata e reattiva, vorrei delle unghie più forti e se continuassi sono sicura che troverei altre mille cose ( mi sovvengono per l'appunto il naso a patata ed i denti a castorino). La verità è che siamo tutte, magre o grasse,alte o basse, sempre scontente di qualcosa e questo, fintanto che non diventa motivo di malessere reale o fulcro intorno al quale gira la nostra intera esistenza va anche bene, ci spinge a migliorarci. L' importante è che la base che ci muova sia l'amore per se stessi e la consapevolezza che la bellezza ha poco a che fare con la perfezione e soprattutto è mutevole. Non è sempre facile,ma ci proviamo.

Sei mai stata presa in giro come reagivi?

Ad onor del vero confrontandomi con altre persone mi rendo conto che quello della presa in giro è un problema che mi ha giusto sfiorato. Mi è capitato qualche volta, qualche commento poco carino, qualche idiota per strada,ma mai nulla di che, probabilmente anche perché credo che a pelle in qualche modo si sia sempre intuito che non ero esattamente il tipo che incassava in silenzio. Mi è capitato un solo anno di aver vissuto con particolare disagio un posto e di essere un po' inerme ed ipersensibile, ma questo dipendeva molto dal malessere per altre situazioni che proiettavo all'esterno, sembravo molto fragile e provata e non riuscivo a tenere neanche lo sguardo alto quando camminavo.

Pensi che saresti una persona diversa senza i tuoi chili di troppo?

L'ho pensato per molto, moltissimo tempo. Immaginavo che sarei rinata senza tutti questi chili in più, che mi sarei liberata in un certo senso. In realtà cominciare a liberarmi dall'ossessione del peso mi ha piuttosto liberato dai chili, almeno in parte, ma sono sempre la stessa, con le stesse luci e le stesse ombre e lo sarei pure a 50 chili. Penso che la piena libertà la conquistero' quando questa consapevolezza sarà piena e matura del tutto e che rinascero' quando imparerò ad amarmi e sostenermi in tutto e per tutto, per ora è un work in progress,ma sicuramente si viaggia più leggeri già sapendo che sotto ogni strato di ciccia o sopra ogni osso che sporge siamo noi, sempre e comunque.

In che modo è cambiata la percezione del tuo corpo negli anni?

Imparando ad osservarmi e ad ascoltarmi. Da ragazzina e per buona parte dei vent'anni fuggivo gli specchi, mi osservavo raramente, ero perennemente molto coperta, anche dentro casa,da sola,in piena estate. È cambiata molto con la nudità. Ho cominciato a spogliarmi da sola ed a studiarmi. Ho imparato a conoscermi. Ho sempre osservato moltissimo le altre persone,non con intenti critici,ma con curiosità, con occhi pieni di amore in un certo senso. Mi piaceva molto scrivere e spesso gente a caso diventava protagonista inconsapevole dei miei racconti, immaginavo che storia potesse raccontare il loro aspetto, fantasticavo. Ho cominciato a rivolgere le stesse attenzioni a me stessa, a ragionare sul fatto che anche il mio corpo racconta una storia, che a tratti può non piacermi,ma che è la mia,personale. Ho chili in più, cicatrici, nei, ossa un po' storte in alcuni punti che raccontano chi sono e cosa ho vissuto. Le smagliature dicono quanto io sia stata in lotta con me,le cicatrici quante volte l'abbia persa. Le dita delle mani che seguono una linea un po' curva dicono che ho giocato a pallavolo per molti anni, il legamento del ginocchio ballerino che ho fatto la splendida e sono volata da sopra al motorino, il seno un po' basso dice che sono cresciuta presto, troppo perché mi rendessi conto di aver bisogno di sostenerlo, le gambe muscolose che mi piaceva molto correre e ancora adoro camminare,il setto nasale storto mi ricorda una cosa orribile ma anche che è passata,le discromie sulle ginocchia pluriescoriate che da piccola mi divertivo da pazzi ad arrampicarmi,le spalle larghe che anche se non ho mai imparato i vari stili bene,adoro nuotare,i piedi piatti che vivrei tranquillamente scalza,le caviglie più sottili del resto che mi piaceva molto ballare,i miei capelli sempre un po' a fatti loro in fondo dicono " ma sai che c'è? Sticazzi". Cresciamo,maturiamo, ci conosciamo meglio ed impariamo ad ascoltarci meglio ed assecondarci di più e tanto più lo facciamo, tanto meglio stiamo e prima. E mi ha anche aiutato moltissimo il confronto con altre persone come me. Mi ha aiutato a riconoscermi,mi ha aiutato a non sentirmi l'unica e sola, ad apprezzare più a fondo la diversità. Non cito nel mio percorso l'amore o l'apprezzamento da parte di altri semplicemente perché per me non ha mai influito prima che cercassi quanto meno di piacermi per prima e questo credo funzioni per tutti. Puoi anche sentirti dire che sei la donna più bella del mondo, ma se non ti ami tu,non sei neanche pronta ad accogliere l'amore dall' esterno. Però sicuramente è importante anche quello. Uscire dall' ottica che quello che gli altri ci danno è sempre un favore e mai meritato, imparare che siamo abbastanza e che non dobbiamo guadagnarci l'amore a qualunque costo, che possiamo lasciarci essere è qualcosa che ci dobbiamo tutti. Avere qualcuno che ci trasmetta questo è meraviglioso,ma non deve essere la "conditio sine qua non". Gli altri sono un arricchimento. Talvolta un impoverimento. Ma la nostra vita è nostra e basta e così ciò che pensiamo di noi stessi dipende prima da noi.

In che modo il tuo percorso ha influito sulla tua vita?

A questo potrò dare una risposta quando sentirò che il mio percorso ha raggiunto una maturazione piena. Quello che so sicuramente è che anche se ora non sono in un momento molto facile e felice,anche se sento di non piacermi e non essere soddisfatta di me, cerco ugualmente di curarmi, di non farmi male e non punirmi e già questo per me è moltissimo. Ed ha molto influito sulla mia percezione degli altri. Sono più aperta, più sensibile, più accogliente, più pronta a dare ed anche a ricevere. Non del tutto. Spesso ritorna il freddo, il senso di estraneità da me stessa e da ciò che mi circonda. Ma dentro di me c'è sempre una piantina che per quanto maltrattata ed esposta a ghiaccio, intemperie e botte ogni tanto mi dice " guarda che io potrei diventare un bellissimo fiore" ed io non so se ci credo a pieno,ma sicuramente ci spero un po'




sabato 7 maggio 2016

Storie di (stra)ordinaria curvytudine! (prima parte)







Inizialmente questa doveva essere un'intervista doppia per raccontare di due donne in rinascita, con le loro vite, le loro storie, i loro perchè e le loro battaglie, ognuna col suo modo di vivere la propria fisicità.
Due modi di essere plus size, due donne estremamente diverse tra loro, ma ugualmente eccezionali e accomunate dall'aspetto morbido e lo sguardo temprato da anni difficili, ma alla fine ho deciso di dividere l'intervista in due parti, per dare ad ognuna di esse l'importanza che merita.
Cominciamo da Angela, capelli rosso fuoco e sguardo fiero, ricorda tantissimo Merida di " Ribelle, the brave" e non solo per l'aspetto, la personalità è di quelle travolgenti.
Pin up nell'anima e amante del vintage, Angela cura il suo blog "Curvy Red Rose" con particolare dedizione, anche se lei ama definirsi simpaticamente "un'imbrattatrice di pagine internet" .
- Com'è cominciata la tua vita da donna plus size?
Lo sono sempre stata. Ho avuto un periodo di normopeso verso le superiori, ma è stato solo un paio d'anni, ma mi consideravo comunque sovrappeso e mi sentivo orribile lo stesso.
Da lì capii che il peso centrava molto meno del previsto col fattore autostima.
- Com'è stata la tua adolescenza?
La mia adolescenza è stata un disastro. Mi vergognavo e cercavo di nascondermi il più possibile. Avevo paura dei maschi e delle prese in giro, quindi cercavo di avere a che fare con loro il meno possibile, Grazie al cielo sono andata in una scuola quasi completamente femminile, anche se questo ha avuto un lato disastroso: mi sentivo diversa. Ero fuori dai gruppi, in un periodo in cui ti senti
capito solo quando sei uguale agli altri, io ero fuori dal coro.
- Come vivi il tuo corpo in relazione alla tua famiglia ed i tuoi amici?
Io vengo da una famiglia in sovrappeso dove il grasso non è però accettato. Sono stata perennemente a dieta anche da ragazzina, con risultati pessimi ovviamente.Sentivo la pressione e non riuscivo ad avere risultati, e questo non aiutava. Ad oggi è cambiato, c'è molta meno pressione, anche perchè io ho imparato a mettere dei paletti, la dieta è ormai argomento tabù! 
I miei amici invece non hanno mai fatta sentire grassa. Ero Angela, al di la dei chili, con i pro e i contro come tutte le persone. Penso che se loro pensano a me, il primo aggettivo che gli viene in mente è pazza più che obesa!
- Hai mai attribuito alla ciccia problemi che non fossero correlati all'aspetto strettamente pratico?
Come no! Ogni mia incapacità l'ho sempre legata alla ciccia, perchè diciamocelo seriamente, è più facile. Per anni ad esempio mi sono detta che ero troppo grassa per muovermi, invece ora faccio sport tutti i giorni ed ho frequentato un corso di boogie! Oppure la mia incapacità nelle relazioni, la colpa era della ciccia che non mi rendeva attraente!
Ora è diverso. So che non facevo sport perchè ero pigra e che non ricevevo attenzioni dal genere maschile perchè ero chiusa, e per chi mi si avvicinava era un rifiuto continuo.
Imparare a non dirsi bugie e non dare sempre la colpa al peso, è stato il primo passo per far pace con la bilancia!
- Sei mai stata presa in giro? Come reagivi?
Penso un pò come tutte sono stata presa in giro. Devo essere sincera, quelle sul peso sono quelle che mi ricordo meno: mi ricordo da bambina quelli sui capelli, che mia madre mi tagliava corti ed essendo ricci sembravano un cespuglio, e da adolescente per il peli, problema dato dall'ovaio policistico.
Il problema era però che non reagivo, evitavo le persone perchè mi vergognavo e scappavo. Avrei dovuto rispondere, di solito chi ti prende in giro e si sente forte, non sa come rispondere a chi si difende.
- Pensi che saresti una persona diversa senza i tuoi chili di troppo?
Certo! Non sarei me. Non avrei percorso il cammino che invece ho fatto, che mi ha reso la persona che sono oggi e che alla fine di tutto mi piace, Non so se sarei peggiore o migliore, so solo che sarei diversa.
- In che modo è cambiata la percezione del tuo corpo negli anni?
Quando ero più piccola rifiutavo totalmente il mio corpo, lo vedevo totalmente diverso da quello che era. Oggi invece sono consapevole che il mio corpo è la somma di quello che mi sono fatta, nel bene e nel male. Oltre a rappresentare la genetica in sè, rappresenta il mio vissuto e sto imparando a prendermene cura, perchè devo amarlo, al di la della sua forma, perchè è il primo passo per rispettare me stessa.
- In che modo il tuo percorso ha influito sulla tua vita?
Il mio percorso di accettazione ha cambiato completamente la mia vita. Ho imparato che valgo, e quindi non devo per forza accontentarmi. Posso scegliere, che è una cosa che prima non mi era mai venuta in mente! Pensavo che tutto ciò che arrivasse dovesse essere acclto perchè non mi meritavo niente. Ora so di meritarmi molto e che posso pretendere delle cose, soprattutto da me stessa!



















 

mercoledì 4 maggio 2016

Outfit dell'ultimo minuto


Lo ammetto! Adoro passare le serate in casa, sarà che a causa del lavoro non posso mai, per cui qualche volta, nel mio giorno libero, mi piace lasciare l'impronta della mia sagoma sul divano e aggiustarmi di tanto in tanto la copertina tra un film e l'altro (vecchie dentro a me! So che potete capirmi).
Peccato che queste occasioni siano rarissime, per cui quando succede, mi gusto centellinando ogni momento della giornata e se quando ormai sei convinta che la serata andrà così, coi pantaloni smollati da casa, reggiseno sportivo e il mollettone tra i capelli, convinta che il massimo della botta di vita sia passare dal divano al giardino dove gironzola liberamente il cane, non sono da biasimare se l'invito fuori dell'ultimo momento non viene proprio preso col massimo dell'entusiasmo, con conseguente zero voglia di prepararsi.
Questo outfit è pensato per chi come me, con la minima spesa (in termini di tempo e voglia ovviamente) vuole non dico la massima resa, ma almeno una resa.




La maglia è della collezione dello scorso autunno di H&M, simile Qui.
pantaloni sono della linea pear di Evans, ho dovuto stringerli leggermente alla base, ma vestono perfettamente
La giacca di pelle è il mio orgoglio ed è Bonprix, nel caso doveste acquistarla però vi consiglio di prendere almeno due taglie in meno in quanto la vestibilità è davvero molto ampia, considerate che quella che indosso è una 48
Gli stivali sono Evans della serie col gambale lungo.
La borsa è di una vecchia collezione di Zara, simile Qui
Per il trucco, niente di più veloce, mascara e rossetto borgogna

mercoledì 27 aprile 2016

Sproloquio ad minchiam!




Posso dire che sono incazzata? Vabbè lo dico lo stesso...sono incazzata!
Stamattina parlavo con un'amica, anche lei plus size, della sua ricerca di uno straccio di lavoro, e nonostante le sue competenze e nonostante certi annunci sembrino rivolti proprio a lei...nulla!
La storia è sempre la stessa, ricercano donne di bella presenza, per cui mi sorgono spontanee come conati, due domande:
1) Possibile che con la crisi che c'è un datore di lavoro preferisca basare i propri guadagni sull'aspetto estetico  dei suoi collaboratori più che sulle sue competenze?
2) Chi lo dice che una donna plus size non sia di bella presenza?
Ora, posso capire se il datore di lavoro in questione è Armani, ma se gestisci un negozio normale per donne normali, perchè il peso dovrebbe essere un problema?
Viviamo in una società dove una 40/42 è definita curvy, magari solo perchè capisci dove sono anatomicamente situati fianchi e tette, ma perchè questo dovrebbe essere necessariamente indice di "bella presenza"?
Tra l'altro mi pare di capire che sia un problema tutto italiano o comunque che all'estero non lo vivano quanto noi.
In un recente viaggio a Londra, ero ovviamente in cerca dei tanto amati negozi plus size presenti, e all'interno pullulava di commesse giunoniche e belle in carne, non vi dico la soddisfazione! Anche perchè la maggiorparte delle persone non ci arriva, ma tante donne in carne si vergognano di andare per negozi a fare shopping o comunque non lo fanno con lo sbrilluccichio negli occhi e la bava alla bocca tipiche delle donne che fanno acquisti, anche perche diciamolo, alcune commesse sono proprio stronze! Personalmente, nonostante non m'importi e lo sbrilluccichio, così come la bava siano sempre presenti (quando faccio shopping, sia chiaro), ho apprezzato molto queste commesse così tanto simili a me, per cui immagino che chi vive male la propria fisicità, possa addirittura trovare rassicurante la cosa.
Ovviamente la cosa mi riguarda da vicino non solo perchè sono anch'io plus size (so  che vi era sfuggito!), ma perchè sto studiando per fare l'estetista o come dicono ora, operatrice del benessere e tutti i giorni mi sento dire che non è la cosa più adatta a me soprattutto perchè ad eventuali clienti può sembrare che mi trascuri (ovvio, sono grassa...trascurata e grassa è il binomio inscindibile), inutile dire che a me non importa, in tutta onestà penso addirittura possa essere un valore aggiunto, visto che mi sentirei più empatica nei confronti di certe "problematiche" o semplicemente di certi modi di essere.
Voi cosa ne pensate? Al di là dell'ingiustizia ed ignoranza che dilaga nel mondo del lavoro, ma che ormai sono purtroppo ben note, come vedreste certe figure professionali più vicine al mondo plus size...apprezzereste o pensereste che non sono capaci di prendersi cura di sè stesse (esteticamente parlando) e quindi neanche degli altri?

domenica 24 aprile 2016

Total black, ma con moderazione



Chi è abituato al sole 365 giorni l'anno e a qualsiasi temperatura, sa quanto si possa essere meteoropatici.
Capita allora che ti svegli con le migliori intenzioni e che dopo una settimana di lavoro sempre di corsa vuoi finalmente tuffarti nel tuo armadio caleidoscopico ed uscirne con un'accozzaglia di colori degna del migliore Pollock, ebbene questo finchè non vedi quella nuvoletta che proprio etta non è, che si diverte a fare ombra alla primavera, e allora niente, decidi di manifestare il tuo dissenso con un total black...ok, non esattamente total total, ma di più non ce la posso fare.



Abito Bonprix                                                                                                                                            
                                                                     
Stivaletti Bonprix                                                                                                                                      
Coprispalle Bonprix                                                                                                                                  
La collana è una mia piccola creazione ed il giubbino di jeans l'ho trovato nella collezione "pear" di Evans dello scorso autunno, non me lo sono fatto scappare proprio per la difficoltà che ho nel trovare giubbini di jeans che mi stiano bene, in quanto o troppo grandi di spalle e giusti in vita o giusti di spalle e strettissimi in vita, in ogni caso, cercando potrete sicuramente trovare il modello che faccia al caso vostro in qualsiasi sito, per esempio qui!













giovedì 31 marzo 2016

Zach Miko, il primo modello oversize (?)



198 centimetri di altezza per 110 kg. Questi i numeri di Zach Miko, il ventiseienne attore, scrittore ed ora modello, portavoce della "curvy revolution" che con non poca fatica si sta facendo spazio nel campo della moda. 
Non molto tempo fa il quotidiano britannico "The Guardian" faceva notare  (come se ce ne fosse bisogno) la mancanza di uomini oversize sulle passerelle...ebbene, detto fatto! Ecco servito il bisteccone! L'orgoglio plus size sarà soddisfatto.
Anche se personalmente, le solite perplessità del caso ci sono e scalpitano come cavalli al rodeo...per carità, niente da obiettare sui suoi intensi occhi azzurri o sulla perfezione del suo profilo greco (e ci mancherebbe! Per fortuna la vista mi funziona ancora benino), ma sull'oversize sopraggiunge in me una sensazione simile alle unghie che raschiano sulla lavagna. 
Ok, siamo tutti d'accordo che il ragazzo è bello robusto e che per grazia di Dio è ben lontano dai  classici modelli filiformi tanto in voga (urrà per Zach!), ma il punto è sempre lo stesso: gli uomini che oversize lo sono per davvero, cosa devono dire?
E' come quando definiscono Crystal Renn una modella plus size...avrà più carne delle altre, ma non è che sia la sagra del cuscinetto.
Capisco che l'immagine che si vuole far passare sia quella di un corpo sano (che poi le modelle ed i modelli "normali" non è che siano sta botta di vita), ma allora si potrebbe evitare l'accostamento del termine oversize e lasciare il meno pretenzioso curvy, ma forse sono solo io che sono di parte.